venerdì 7 settembre 2012

giovedì 22 dicembre 2011

ADOTTIAMO UN CANE PER UNA VOLTA PENSIAMO ANCHE A LORO

Eccoci nuovamente a Natale, un anno è trascorso, molta acqua è passata sotto i ponti, molte cose sono successe, governi e dittature caduti, nuovi governi o pseudo tali sono apparsi nel panorama internazionale, la crisi economica ha assunto un carattere mondiale e non più regionale, cose belle e cose brutte con all'orizzonte profezie antichissime che preannunciano la fine del mondo imminente. Cataclismi di ogni genere si sono abbattuti sulla terra, devastazioni, carestie, spettro del disastro atomico, terremoti, tsunami, alluvioni, frane e smottamenti hanno caratterizzato questo anno appena trascorso. Grandi rivoluzioni si sono manifestate e stanno ancora compiendosi spesso con grande spargimento di sangue innocente. Nonostante tutto, il Natale è arrivato anche quest'anno, in maniera silenziosa, quasi dimessa, in punta di piedi e forse quest'anno faremo più attenzione proprio al senso di questa festa, riusciremo di nuovo a riapprezzare quel profumo e quei colori tipici di questa festa, di quando eravamo bambini. Una festa che negli ultimi anni era diventata una gran boutade consumistica, lontano dal bue e dall'asinello, i più ormai si erano anche dimenticati della leggenda dei Re Magi, e alla domanda su chi fosse Baldassarre o Melchiorre, rispondevano crucciando le spalle con una smorfia di sorriso sbeffeggiante.
Bene la crisi forse, tra tanto dispiacere ed apprensione, ci porta tutti a rallentare un pò, a tentare di riassaporare quei gusti di un tempo, quei cibi ritenuti spesso a torto "cibi per poveri". Alle grandi feste in discoteca ecco allora la cena a casa in famiglia o tra amici, ecco allora riscoprire i cappelletti in brodo fatti a casa con il cappone lesso e le erbe di campo raccolte dalla mamma. Ebbene in questa atmosfera non possiamo da umani dimenticarci di chi soffre suo malgrado, un pensiero ed un aiuto concreto và rivolto sempre a chi ha bisogno, malati, poveri, bisognosi a qualunque titolo, i meno abbienti, coloro che il destino ha voluto relegare ad una vita meno dorata, meno fortunata. Tra questi non dimentichiamoci degli animali, loro nonostante tutto non sanno non amare, non sanno odiare, quando attaccano lo fanno per difesa o per fame, loro non cacciano per il gusto di sparare, loro non braccano per il gusto di vedere scappare la preda con il terrore stampato negli occhi tra ululati di cani addestrati per stanare la preda. Gli animali chiedono solo di vivere nell'ecosistema che Dio ha creato. I cani abbandonati, un autentica piaga che da sempre macchia la vita dell'uomo. L'abbandono ed il maltrattamento degli animali unitamente alla caccia, sono l'evidenza della barbarie insita nell'animo umano. L'uomo questa macchina tanto perfetta quanto maledetta, una macchina che pare non saper vivere se non distruggendo e modificando irrimediabilmente tutto ciò che la circonda.
Io voglio testimoniare invece che fare del bene si può, non costa nulla, da Assessore Comunale ho sempre avuto il pallino di dover fare qualcosa per aiutare queste bestiole abbandonate da padroni aguzzini senza scrupoli, e tra mille difficoltà alla fine ci sono riuscito. Premesso che la struttura dove vengono ospitate le nostre bestiole indifese è una struttura di buon livello e dove i cani vengono trattati bene da personale volontario, mi sono detto occorre ora restituire a loro una famiglia, il calore di qualcuno che voglia loro bene e non come dei giocattoli da abbandonare, ma come parti integranti dei loro circoli familiari. Ecco allora che un anno fà dopo tante telefonate e tanti scetticismi, sono riuscito a mettere in piedi un iniziativa tendente a facilitare ed incentivare l'adozione dei cani randagi. L'iniziativa battezzata "Adotta un cane", un titolo semplice come semplice e spontaneo deve essere il gesto di chi adotta una bestiola che ha sofferto, consiste nel fornire per 2 anni direttamente a domicilio gli alimenti sufficienti a sfamare la bestiola adottata, il tutto gratuitamente ovviamente. Questo grazie all'azienda DOGART distributrice di prodotti della Pet's planet, che fornisce all'Amministrazione Comunale di Cingoli, le crocchette a prezzo di costo. La consegna direttamente al domicilio dell'adottante avviene una volta al mese, qualora la persona che adotta il cane risieda fuori dalla provincia di Macerata, la modalità di consegna verrà concordata direttamente con la ditta fornitrice. Dall'inizio della promozione chiamiamola così sono ben 10 i cani che sono riuscito a far adottare, in un anno ben 10 bestiole hanno potuto lasciare il canile e trovare una nuova casa. Ora sono presenti nelle due strutture convenzionate ancora 21 cani in cerca di una famiglia. Quindi l'Amministrazione Comunale di Cingoli ha deciso di rinnovare l'iniziativa anche per tutto il 2012, in questi giorni abbiamo rischedato tutti i cani aggiornando il database che chiunque può consultare qui sotto oppure nei prossimi giorni anche sul sito del comune cliccando su questo link COMUNE - REGOLAMENTO E SCHEDE. Si può anche visitare lo schedario aggiornato sulla pagina facebook "ADOTTA UN CANE", e chiunque fosse interessanto ad uno dei cani presenti nel nostro canile, può contattarci sia sulla pagina di facebook, oppure ai numeri telefonici che sono nella pagina con il regolamento del comune, oppure direttamente su questo blog.
Qui di seguito lo schedario aggiornato di tutti i cani disponbili ricordando a tutti che UN CANE NON E' UN GIOCATTOLO CHE QUANDO CI HA STUFATO LO ABBANDONIAMO.




















venerdì 4 novembre 2011

Le mie origini

Da sempre affascinato dalla storia, dall'archeologia, dal mistero, dalla ricerca di come fossero i nostri antenati, di come vivessero. Fin da bambino leggevo e fantasticavo, divoravo libri, studiavo, facevo ricerche per mio conto, poi crescendo mi sono specializzato in maniera autodidatta, munito di block notes e macchina fotografica giravo per campi, boschi, visitando ruderi di antiche chiese e castelli, setacciando palmo a palmo terreni arati alla ricerca di qualche segnale di vita umana antica. Numerose sono state nel tempo le segnalazioni fatte alla Soprintendenza Archeologica delle Marche, ed all'Università di Macerata (Istituto di Archeologia), segnalazioni che hanno portato a volte anche a degli scavi archeologici veri e propri come quello condotto dal Dott. Marco Peresani dell'Università di Ferrara in località Baracche che ha evidenziato un sito preistorico del Paleolitico Superiore datato a circa 18000 anni fà. In tutto questo baillame, sono stato sempre incuriosito anche da quelle che potevano essere le mie origini, leggevo di araldica, di alberi genealogici, di tradizioni, di discendenze, di nobili origini e sognavo. Spesso mi trovavo a ragionare del perchè del mio cognome, cosa avesse dato origine ad esso, in quale anno esso sia stato dato per la prima volta e perchè. Altre volte mi trovavo a pensare su chi fossero i miei antenati, cosa avessero fatto nei secoli indietro, se fossero stati ricchi, nobili, potenti, valorosi, se avessero compiuto gesta eroiche e chissà quant'altro. Ora sto cominciando seriamente pensando invece di iniziare a fare l'albero genealogico della mia famiglia paterna e materna, sò già che visto il poco tempo a disposizione probabilmente per ora non riuscirò ad andare più indietro di un secolo, per andare più a ritroso occorrerà più tempo a disposizione, fare ricerche negli archivi parrocchiali, ed all'archivio di Stato. Qui intanto in attesa di iniziare questo albero genealogico, parlerò di qualche antenato di cui ho trovato alcune notizie interessanti. Oggi è la volta del mio bisnonno materno. Qui sotto il risultato desunto dal libro Bianco dei caduti cingolani in guerra.

Alessandro Bernucci
Nato l'11 ottobre del 1881 da Bernucci Francesco e Virgili Anna Maria a Cingoli, Circondario di Macerata. A 18 anni quando ancora era celibe e di professione Agricultor (agricoltore), religione Cattolico, si imbarca nel porto di Genova sulla nave Bearn alla volta dell'Argentina dove dal documento arriva il 26.10.1898. A quella data dalla sua scheda risulta che sapeva leggere e scrivere avendo frequentato la classe Terza. Il Bearn era una nave di 4134 tonnellate lorde. Lunga 121,57 metri e larga metri 12,25, un imbuto, due alberi del fascio, ironscafo, monovite, velocità 14 nodi. Costruita dal Barrow Shipbuilding Co, Barrow, venne varata per Societe Generale de Transportes marittime di Marsiglia il 25 Oct.1881. Il suo viaggio inaugurale da Marsiglia al porto Argentino iniziò il 15 maggio 1882 e continuò su questo servizio verso il Sud America fino al 1901 quando venne fermata a Marsiglia. Da notizie di archivio la nave Bearn fece  l'ultimo attracco in un porto Argentino nel 1899. In questo lasso di tempo, la nave pare abbia compiuto 39 viaggi verso l'Argentina trasportando complesivamente 18107 passeggeri. I porti di imbarco per l'Argentina normalmente erano : Marsiglia, Napoli, Genova, Santos, Barcellona, Rio de Janeiro, Gibilterra, Malaga, S.ta Cruz de Tenerife, Las Palmas.
Non sò quanto durò la sua permanenza in Argentina, di certo rientrò in Italia dove  sempre dal porto di Genova si reimbarca nuovamente questa volta sulla nave Umbria alla volta sempre dell'Argentina dove arriva il 20.03.1906, aveva 24 anni ed a differenza del precedente imbarco stavolta era sposato e di professione la scheda riporta l'annotazione Jornalero che probabilmente stava a significare Bracciante, o Lavoratore occasionale a giornata. Stavolta si imbarca insieme alla sua giovane consorte di 19 anni ovvero Maccioni in Bernucci Zelinda anche lei indicata come Jornalero di professione, religione Cattolica e sapeva leggere e scrivere avendo frequentato la classe terza.
Maccioni Zelinda in Maccioni
Il Piroscafo Umbria su cui si imbarcarono Alessandro e Zelinda

Il Piroscafo Umbria su cui si imbarcarono Zelinda e Francesco

Il Piroscafo Umbria su cui si imbarcarono Francesco e Zelinda

Il Piroscafo Umbria su cui si imbarcarono Zelinda e Francesco

Il piroscafo Umbria fu costruito nel 1901 per conto della Navigazione Generale Italiana di Genova per destinarla al trasporto misto merci/passeggeri sulla rotta Genova - Nord America. Prua verticale, due alberi ed un fumaiolo. Stazzava 5020 tonnellate. Dopo 10 anni nel 1912 fu ceduto alla Compagnia La Veloce del Cav. Matteo Bruzzo di Genova per destinarlo ai viaggi per Montevideo e Buenos Aires. Non si ha certezza che si tratti della stessa nave.
Nello stesso anno essendo la Società di Navigazione La Veloce incorporata per acquisizione dalla Compagnia Italia Navigazione a Vapore, le fu cambiato il nome in San Paolo.
Non si hanno informazioni sul suo ultimo destino.
Un piroscafo italiano dallo stesso nome si trovava all'ancora a Port Sudan nel maggio 1940 carico di materiale bellico per le colonie: 360.000 bombe, 60 casse di esplosivi, inneschi, tre automobili, 50.000 monete d'argento ed altro ancora.
Scoppiata la guerra, nonostante la stretta sorveglianza inglese riuscì ad uscire in mare aperto ed autoaffondarsi prima che la Marina Britannica riuscisse ad impedirlo.
Ma torniamo ad Alessandro Bernucci. Ebbe da Zelinda diversi figli ma ne parleremo più avanti. Egli fu arruolato il 19 luglio 1901 per procura all'estero ovvero in Argentina, dove come abbiamo detto sopra si trovava per lavoro. Successivamente rientrò in Italia e dopo lo scoppio della I Guerra Mondiale fu dapprima inquadrato in Ancona nella 52a Centuria Lavoratori ed inviato il 13 febbraio 1916 in zona di guerra.
L'anno seguente, il 21 aprile, fu poi trasferito nel 230mo reggimento Fanteria-Brigata Campobasso alla vigilia della decima Battaglia dell'Isonzo nel VI Corpo d'Armata schierato sulla sinistra dell'Isonzo, poco a nord di Salcano. In tale occasione il 230mo reggimento si distinse nei combattimenti sulla Sella di Dol e sul Monte Santo la cui vetta conquistò alle ore 19.00 del 14 maggio. Durante la notte del 15 maggio i pochi superstiti del 3° Battaglione del 230mo reggimento che aveva occupato la vetta e che erano rimasti al comando di un Tenente, dopo aver respinto diversi attacchi, videro avanzare nell'oscurità masse di uomini che gridavano "bravo 230", credendo si trattasse del 229° reggimento che veniva a dare il cambio, li fecero avanzare ma ben presto si resero conto dell'inganno perpetrato dagli austriaci.
Ne seguì un violentissimo scontro proprio mentre imperversava un temporale; gli italiani resistettero tutta la notte, ma all'alba, privi di munizioni, vennero definitivamente sopraffatti; si trattava di un centinaio di uomini e di sette ufficiali. Non sappiamo se Bernucci Francesco faceva parte del terzo Battaglione, certo è che prese parte ai combattimenti tra il Monte San Gabriele ed il Monte Santo, fu gravemente ferito alla testa e trasferito successivamente presso l'Ospedaletto da campo n° 106, il 21 maggio 1917 alle ore 19.00 spirava. Fu sepolto a Jonisca. Ora le sue spoglie riposano al cimitero di Castel S. Angelo vicino Cingoli.




venerdì 21 ottobre 2011

ANNO 2012 "a.a.a. avventura cercasi"

E' arrivato l'autunno, anzi ieri ed oggi e forse anche domani, è più inverno che non autunno. La stagione ciclistica ormai volge al termine, per me infatti, quest'anno non è stato certo un anno da ricordare quello pedalato su due ruote. Chiuderò la stagione con poco più di 2000 km sulle gambe (in linea con l'anno scorso più o meno), non sono tanti di sicuro, a soprattutto chiuderò l'annata con molte meno gran fondo fatte. Ho aperto l'annata pedalata con l'Antica Carsuale di San Gemini in Umbria, ho poi proseguito con "Il Carpegna mi Basta" di Carpegna qui nelle Marche, poi è stata la volta della "Sellaronda Hero" di Selva di Val Gardena in Trentino e questo fine settimana dulcis in fundo toccherà all'ormai solito appuntamento con la Gran Fondo del Brunello e della Val d'Orcia di Montalcino in Toscana. La seconda parte del 2011 non certo da ricordare, pedalate demotivate, poca forza sulle gambe, stanchezza perenna soprattutto in salita, forse dovuto ad un leggero sovrappeso che combinato con lo scarso allenamento non da proprio dei benefici. Ora ci attende l'inverno, usciremo solo il sabato e la domenica mattina condizioni metereologiche permettendo, uscite non lunghissime dato che le giornate sono corte rispetto al periodo primaverile ed a quello estivo. Ma come si dice, Chi si ferma è perduto, oppure La speranza è l'ultima a morire. Occorre mettere in cantiere buoni propositi, occorre un rilancio mentale, e fisico. D'altronde mountain bike e bicicletta in senso più generale significa relax, condizione fisica, benessere, cultura, amore per l'ambiente, panacea contro lo stress etc etc etc. Guai ad abbandonare questo sport.
Quindi in attesa di tempi migliori, occorre predisporre il terreno affinchè il 2012 sia migliore e gustoso.
Regola n. 1) Occorre presentarsi in primavera con un peso forma, quindi primo obiettivo è perdere almeno 4 Kg. Come traguardare questo obiettivo? Bè non dovrebbe essere difficilissimo, proveremo in questo modo:
-pedalare costantemente tutti i fine settimana ed ogni qualvolta il tempo libero ce lo permette, piano piano aumentare il chilometraggio, in modo da pedalare su lunghe distanze con cadenza costante e non eccessiva, in questo modo infatti si bruciano molte più calorie, si getta le basi per poter affrontare lunghi percorsi, si migliora la resistenza e si abitua il soprasella a stare parecchio in sella,
- eliminare completamente bevande gassate, solo qualche birretta ogni tanto, una due volte al mese con gli amici se si va a mangiare una pizza
- eliminare alcoolici come grappe, digestivi, liquori in generale, solo vino a pasto
- eliminare condimenti grassi come maccheroncini al fumè, fritture, sughi con panna e altri grassi, prediligere spaghetti aglio olio e peperoncino, spaghetti pomodoro e basilico, riso in bianco, risotto di pesce, spaghetti con pesce, carni bianche, carne rossa una sola volta a settimana, pane quanto basta, meglio pasta integrale, miele al posto dello zucchero, dolci solo in occasioni speciali giusto per gradire, pranzo solo con un primo di pasta e un insalata per secondo, cena solo con un secondo e contorno
Ecco in questo modo i 4 Kg da perdere non dovrebbero essere demagogia.
Regola n. 2) Occorre cercare di pedalare tutto l'inverno e l'inizio della primavera lavorando sul fondo per potenziare la resistenza ed abituare l'organismo alle lunghe distanze, poi a primavera cominciare a lavorare anche sulla potenza, ovvero lavorare sulle salite e sugli sterrati, aumentando i dislivelli.
Regola n. 3) Individuare una gara che attizzi l'animo e la mente, un obiettivo da portare a compimento e per il quale valga la pena affrontare dei sacrifici.
Ora è proprio questo il dilemma mia cari pedalatori, quale gara prendere come punto di riferimento? Le solite gran fondo mi han stufato, sono troppo da agonisti, ormai la mia mente da vecchio pedalatore è più proiettata verso il mistico, una profusione tra mente, bicicletta e natura, è questo che ci vuole. Misticismo, fatica, paura, adrenalina, avventura, suspence, sacrificio, bellezza, panorami, natura pura. Occorre qualcosa che ti faccia volare alto con la mente, qualcosa che ti porti lontano dalla realtà quotidiana, qualcosa che quando saremo vecchi valga la pena ricordare come un impresa folle, un qualcosa che non tutti sono stati in grado di fare.
Navigando per siti e blog nonchè forum, al momento sono tre gli obiettivi che attizzano la mia mente, ma tre sono troppi obiettivamente, uno ne devo scegliere uno, e lo devo fare prima della fine dell'anno per tre motivi:
1) Spesso i costi per chi si iscrive all'inizio sono più abbordabili e poi molte volte queste avventure sono a numero chiuso
2) Iscriversi in anticipo ti porta ad avere la possibilità di alloggiare vicinissimo alla zona partenza ed arrivo
3) Iscriversi per tempo ti da più tempo per prepararti fisicamente e mentalmente

Un impresa che mi piacerebbe tentare è questa STONEMAN TRAIL.
Lo “Stoneman-Trail” è un nuovo percorso sulle Dolomiti lungo 120 km con più di 4.000 m di dislivello, sul quale il ciclista viene guidato dagli "Stanemandlan" ossia gli "omini di pietra", che già da molti secoli conducono gli alpinisti in montagna.
Si parte per l’indimenticabile avventura in Mountain Bike nell'Alta Pusteria in un momento a propria scelta con indosso un braccialetto per la raccolta dei timbri. L'obiettivo é quello di raccogliere sul braccialetto vari timbri che si trovano su cinque punti – i cosiddetti “checkpoint” lungo il percorso - superando un impegnativo passaggio uphill e il noto singletrail nominato transito “Demut” ad un’altezza di 2.400 slm. Ci sono quattro punti vendita, dove si puo' acquistare il “pacchetto iniziale” con incluso il braccialetto, la mappa con il profilo dei dislivelli e un giveaway, dando inizio così all’avventura “Stoneman”. Tutti quelli che riescono a raccogliere i cinque timbri, verranno nominati sul sito e verranno premiati con un trofeo unico, creato appositamente da Roland Stauder.

Altro discorso invece è il conto in sospeso, quest'anno infatti ho partecipato alla mitica SELLARONDA HERO MTB, 82 km per circa 4000 metri di dislivello. Un conto in sospeso perchè purtroppo al 60mo km circa mi sono ritirato. Su di essa non mi dilungo perchè in un post precedente ne ho già ampiamente trattato, ma proprio perchè è rimasta in sospeso, sono tentato di tornare per completare l'opera.
La terza ipotesi anch'essa rappresenta un "Conto in sospeso", sto parlando della terribile SALZKAMMERGUTH TROPHY una massacrante avventura che si snoda su 6 percorsi in terra d'Austria e precisamente nel distretto di Halstatt a Bad Goisern. Come detto sono 6 i percorsi, il più duro è da 211 km per 7000 metri di dislivello (roba per robot), il percorso medio 119 km e il terzo percorso  di 74km, mentre poi abbiamo un percorso di 54 km uno da 37 km e uno da 22km. Una gara veramente tosta ma affascinante che 3 anni fa ho dovuto rinunciare a farla nonostante fossi giunto fin lassù a causa del maltempo che si scatenò la notte e durò tutta la giornata tanto che per i temerari che partirono ugualmente la gara fu sospesa a metà.

Ecco ora l'ardua sentenza o meglio ora il dilemma da sciogliere, insomma c'è da ragionà :)
Prossimamente su questo canale Vi informeremo sulla decisione presa.

venerdì 14 ottobre 2011

Passione piccante

Bene ragazzi, conclusa la stagione 2011 del piccante con gli ultimi peppers ancora sulle piantine in attesa di maturazione (sempre se il tempo continuerà ad essere clemente), è ora di pensare alla stagione 2012. Ho ormai un deposito di semi di peperoncino da paura occorrerebbe un ettaro di terreno (che non ho) per piantumarli tutti. Ogni anno la solita storia, triste storia, ovvero la cernita di quali piantumare. Si vorrebbe poterli piantumare tutti ma è impossibile. Il bello è che questa passione è come una malattia contagiosa, infatti non solo ho tantissimi semi di peperoncino di tante qualità in bustine pronti per la semina, ma come un salame mi sono cimentato a rinfoltire l'assortimento acquistando dal sito http://www.semillas.de/ .
E così fra qualche giorno per posta arriveranno a casa la bellezza di ben 23 nuove specie di peperoncino provenienti da tutto il mondo che si aggiungeranno alla trentina di specie che ho in archivio (habanero red, cedrino, ciliegino, cayenna, thai red, fatalii yellow etc etc etc). Non vedo l'ora che arrivino, poi a gennaio prepareremo gli artigianali Germ - Box per la germinazione, appena i semini germoglieranno verranno messi in dei bicchieri di carta con compost umido e li rimarranno fino a che fuori la temperatura non sarà adeguata per poterli trapiantare in orto o mettere all'aperto in vasi più grandi. Qui sotto una panoramica dei nuovi acquisti che a giorni arriveranno per posta:
7 Pot SR Strain

Il 7 Pot SR Strain appartiene alla famiglia dei capsicum chineese, proviene da Trinidad ed è un peperoncino moolto piccante.

7 Pot Jonah Strain

Varietà rara di capsicum chineese, proviene dalle isole del sud del mar caraibico, è una varietà molto piccante anche più del Buth Jolokya secondo alcuni se coltivato in certe condizioni.











Agronaldo de Asti
Questa varietà di Capsicum Annuum, proviene dal Guatemala, anche questa varietà è molto piccante.















Aji Chombo
 Ancora varietà Capsicum Chineese, questo a sinistra si chiama Aji Chombo, è un peperoncino molto piccante proveniente da Panama. Qui sotto invece abbiamo l'Aji Pineapple sempre un peperoncino molto piccante proveniente dal Sudamerica.
Aji Pineapple

Aribibi Gusano

 L'Aribibi Gusano anch'esso appartenente alla famiglia dei capsicum chineese, è un peperoncino molto piccante dalla strana forma di vermicello, proviene dalla Bolivia
Big Bang Chocolate Naga
 Appartenente alla famiglia dei capsicum chineese, è un peperoncino molto piccante, variante del Naga Morich
Cap 1035 typeII
Altra varietà di Capsicum Chineese, molto piccante, con caratteristica forma dei suoi frutti
Chocolate Buth Jolokia
Questa varietà i cui frutti a maturazione hanno un colore marrone scuro, è stata ottenuta nel 2008 da un azienda Indiana. E' un peperoncino molto piccante della varietà capsicum chinense

Ecuadorian Brown
Varietà capsicum chinense, peperoncino molto piccante proveniente dall'Ecuador










Green Habanero
Questa varietà di habanero ancora non è considerata stabile al 100% anche se negli ultimi tempi non ci sono state variazioni nelle caratteristiche della pianta, dei frutti e del sapore. E' un peperoncino molto piccante











Bhut Jolokya Improved Strain 2
Super piccante della famiglia Capsicum Chinense, una chicca per gli amanti.